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I capanni
Chi caccia gli uccelli acquatici impiega molto del suo tempo per preparare nel migliore dei modi il capanno che dovrà ospitarlo nella sua giornata in palude.
Il mimetismo è fondamentale, in tutte le forme di caccia, ma ancora di più quando si cerca di “insidiare” le anatre ed i trampolieri, uccelli scaltri, furbissimi, con una vista eccezionale e che spesso si muovono in gruppo: basta che gli occhi di un solo uccello del branco percepisca qualcosa di “strano” per far sfumare inesorabilmente la possibilità per il cacciatore di portare a casa la sua preda.

Avere un ottimo capanno è come possedere una arma in più.
Così i Cesti fucecchiesi, le Tine di Comacchio, le Coveglie/Covegge venete o le Botti pugliesi, ma anche i capanni degli appostamenti fissi o temporanei hanno tutti la stessa finalità, cioè quella di nascondere il più possibile il cacciatore alla vista degli uccelli, facendoli avvicinare il più possibile o, ancora meglio, farli posare direttamente nel gioco: per la maggior parte dei Paludai la massima soddisfazione ottenibile da una azione di caccia.

In Italia esistono diversi metodi per costruire i capanni, dovuti principalmente alle caratteristiche della zona umida in cui si caccia ma, soprattutto, molto legati alle tradizioni locali.

Ma come deve essere fatto un buon capanno?
Quali sono gli accorgimenti che si devono tenere a mente?
Si deve utilizzare la vegetazione naturale o i teli mimetici?

Il linea generale un capanno deve essere fatto in modo tale che sia simile alla vegetazione circostante, la parte posteriore deve essere più alta in modo tale da nascondere la testa del cacciatore che si sporge, non deve essere molto largo ma contemporaneamente “comodo” per poterci stare diverse ore: insomma tante sono le variabili che influenzano la predisposizione di un appostamento.
Quindi appare difficile dare delle indicazioni corrette.
Per questo motivo preferiamo pubblicare una serie di foto (si veda il copyright) che ritraggono i capanni realizzati dai cacciatori che sono in contatto con Anatidi.it in modo tale da fornire degli utili spunti per poi realizzarli nelle zone che si frequentano durante la stagione venatoria.

Chi volesse può inviare la foto del proprio appostamento, indicando anche la zona/località in cui e’ stato realizzato, alla Redazione di Anatidi.it, scrivendo a:
redazione@anatidi.it


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La Coveggia - Delta del Po Il Cesto - Padule di Fucecchio


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La Tina - Valli di Comacchio App. Fisso a Bologna Lungo argine di fiume


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Casotto - Lago di Garda (prima e dopo) Laguna di Orbetello (Gr)


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Colegia - Laguna di Marano Lungo fiume Po


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Botti - Laguna Sud di Venezia


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App. fisso - la Pantiera - a Macerata (prima e dopo) App. fisso a Manciano (Gr)


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App. fisso in risaia - Lomello (Pv) Botte orba - Lago di Lesina (Fg)



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