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Il tiro a fermo nella caccia agli acquatici di Gaetano Boccola
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Nella caccia alla migratoria da appostamento il fine ultimo è quello di
far avvicinare il più possibile la selvaggina alla propria postazione
per effettuare il tiro.
Poichè la parte più complicata è la realizzazione ed attuazione delle
strategie finalizzate alla cattura, come la preparazione degli stampi e
il loro posizionamento, la realizzazione dell'appostamento e la
sua cura, credo che il momento topico non sia lo sparo, ma il convicere il
selvatico della credibilità del sito.
Una volta fatto ciò non trovo per nulla disonorevole sparare ad un'anatra
faticosamente fatta avvicinare alla propria postazione considerato che gli
eventuali successivi tiri saranno ancora più complicati di un semplice tiro
a volo dove riesci a seguire in modo relativamente agevole la traiettoria
del selvatico.
Per cui confesso che più frequentemente mi è capitato di fare doppiette al
volo, molto meno quando sparato il primo colpo a fermo il secondo viene
esploso dopo che hai capito quale direzione ha preso l'altro selvatico
facendoti perdere preziosi istanti.
Per cui pur non aprezzando ad esempio la caccia al capanno alla piccola
migratoria mi rendo conto di quanti e quali sforzi anche quei colleghi devono
sostenere per curare i richiami e la postazione di caccia, per cui massimo
rispetto anche per loro.
Concludendo direi che il tiro a fermo non è né disonorevole né censurabile
quando scaturisce da un faticoso lavoro di preparazione come già detto.
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