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Il tiro a fermo nella caccia agli acquatici di Oronzo De Filippi
Cari amici paludari, la questione del tiro da fermo ha sempre animato e riscaldato gli animi tutte le volte che un paludaro con soli tre colpi a disposizione è riuscito ad abbattere più di 3 anatre, ovviamente intendo un 4 su 4 (4 anatre poggiate e 4 abbattute) o ancor più raro il 5 su 5.

Personalmente ritengo che i paludari che non hanno "molto sangue freddo" tendono al tiro in volo, ma per chi sente vibrare il proprio corpo alla vista di una o più anatre, penso che non può rinunciare a quel meraviglioso spettacolo di evoluzioni che precedono la posa in acqua. Sono momenti bellissimi ed interminabili durante i quali il cuore batte in gola, ma l'animo del paludaro è sopra le ali dell'anatra che con un'armoniosa arcata ha guadagnato il vento in faccia e si posa dolcemente sull'acqua. E che dire dell'attesa trepidante per consentire alle anatre di 'nchiupparsi (raggrupparsi) e averne almeno due vicine?
Sparare prima? No grazie!
Per occupare una postazione ho dovuto perdere molte ore di sonno e, adesso ,in presenza di 1, 2 o più anatre mi dovrei accontentare di ridurre l'emozione al tempo minimo per averle a tiro? No, mi dispiace, ma sono contrario.

La caccia alle anatre mi assorbe completamente proprio perchè l'emozione non termina con l'avvistamento e con l'avere a tiro gli animali, ma continua, continua, in quei meravigliosi ed infiniti secondi in cui ti chiedi quale magica evoluzione avranno deciso di compiere prima di posarsi.
Tutto nasce in funzione di quei meravigliosi attimi di attesa; l'arrivo anticipato in palude , la pulizia della postazione rimuovendo sacchetti di plastica e tutto il materiale che può dare fastidio alle anatre, e poi il rito " sacro " della preparazione e posizionamento degli stampi.
Gia' gli stampi, quante leggende e quanti segreti coltivati e non diffusi, quanta esperienza e quanta maestria, perfino la statistica ho dovuto applicare, ma alla fine quale stupenda ricompensa. Gli altri, chi preferiva sparare al volo le anatre, sentenziavano che contro l' "Oronzino culi ruttu", espressione un pò volgare per dire ad un paludaro DOC che è molto fortunato, non si poteva far nulla.
Ed io godevo da matti perchè le anatre che sorvolavano il bacino al 90% si poggiavano sui miei stampi. Semplice fortuna? No!
Risultato ottenuto curando ogni minimo particolare con estrema pignoleria, con tanta meticolosità,perche' la caccia in palude richiede tanti sacrifici, tante rinunce, un autocontrollo fuori dal comune, e...........alla fine scusate se insisto, ma non vi sembra un pò riduttivo sparare subito?

Certamente l'esperienza insegna che talvolta è necessario sparare prima, ma solo e soltanto se una grossa stuolata di codoni o germani diffIdenti, dopo aver compiuto più giri sugli stampi, fa capire che non desidera posarsi. Per le altre occasioni fa pure bene che ogni tanto qualche esemplare unico o in coppia o purtroppo come mi è successo con 6 fischioni o 11 moriglioni, dopo avermi regalato quei meravigliosi attimi interminabili di giravolte sugli stampi, vadano via; all'inizio mi incavolo ma poi penso che, ogni tanto, è il prezzo che devo pagare per vivere quelle intense emozioni che solo le anatre mi sanno regalare.
Gli altri? continueranno a dire che le anatre si posano solo sui miei stampi e che ho un grande sedere, continueranno a sparare al volo, ma per il momento non intendo svelargli alcun segreto.
Continuino a sparare al volo, io sarò sempre li ad attendere quegli interminabili meravigliosi attimi di armoniose discese in acqua.
Cordiali Saluti da un romantico ed inguaribile paludaro (attesista DOC)

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