I racconti dei cacciatori di acquatici
Caccia
Specie Cacciabili
Uccelli acquatici
Riconoscimento
Ambiente
Avvistamenti
Storia e Tradizioni
Nomi Dialettali
Studi&Ricerche
Angra Onlus
Home Anatidi.it
 



Scrivi alla Redazione


L’aspetto di Stefano Cattani
Il libro di agronomia è aperto sul tavolo, mentre lo sguardo scorre distratto sulle pagine percepisco sulla nuca gli ultimi raggi di sole che allungano le ombre degli oggetti. Il pensiero corre alla cava, la luce si allunga sui canneti nascondendo il volo dei beccaccini, alzo lo sguardo verso la finestra nuvole veloci stanno velando il cielo anticipando il crepuscolo di qualche minuto.
Infilo gli stivali sistemati sulle scale da mia madre e velocemente apro l’armadio dove mia padre custodisce la carabina calibro 28, prendo qualche cartuccia.

Rumori di stoviglie vengono dalla cucina, sono i preparativi per la cena, scendo gli scalini cercando di non fare rumore, mia madre finge di non vedere.
Inforco la vecchia bici i minuti scorrono veloci, la stradina che porta alla cava e' piena di buche che mi fanno sobbalzare, so che il levantino li ha portati fino qui.

E' il mio primo aspetto, il fucile è carico appoggiato al manubrio. Improvvisa un’ombra, un frullo leggero dal fosso lascio scivolare la bici imbraccio la carabina la punta di un’ala saetta sulle ciocche d’ontano, un colpo solo un ciuffo di piume rimane sospeso nell’aria. Corro cercando, eccolo con la pancia in su, mani tremanti lo raccolgono timorose che un fremito di vita residuo lo porti via, lo stringo tra le dita: il mio primo beccaccino.

Vorrei continuare a vederlo in volo, sentire il secco "sgec" con il quale mi ha sempre salutato, senza accorgermene ormai è buio, lo ripongo nella tasca e torno verso casa apro la porta.
"Hai rimesso a posto" grida mia madre, come se il babbo non sapesse. "Tieni mamma" mentre appoggio sul tavolo ancora caldo il beccaccino; mi guarda in modo strano, mi arruffa i capelli con le sue mani spesse e mi dice "che bel cacciatore".

Fuori comincia la pioggia, domani ci saranno altri uccelli, forze anche i marzaioli, ma chissà perché sono triste, e mentre salgo in camere una lacrima segna la mia guancia, ora e per sempre per tutti gli uccelli di padule che verranno.


Torna all'elenco dei racconti


    I racconti sono stati letti: 178444 volte