|
|
|
Il tiro a fermo nella caccia agli acquatici di Aldo Berardi
|
Durante l'alba il completamento dell'azione di caccia
alle anatre da appostamento prevede come risultato
ottimale che l'anatra creda al fischio di richiamo
effettuato dal cacciatore, alla disposizione degli
stampi e ai richiami vivi e si posi sull'acqua negli
spazi appositamente lasciati liberi nel gioco chiamati
"buttate".
La suddetta azione ottimale da parte dell'anatra
si estrinseca nella realtà in poche occasioni, in
quanto nella maggior parte dei casi l'anatra, per
sua naturale diffidenza, cerca di posarsi fuori
da gioco e poi, se si convincerà maggiormente,
di vogata si diriger verso il gioco nelle vicinanze
del richiamo vivo.
Il sopracitato comportamento da parte dell'anatra
avviene in condizioni di luce precaria e quindi
con visibilità molto limitata nello spazio temporale
che va dai primi chiarori dell'alba (l'alba piccola)
fino al momento che precede la levata. (Stiamo
parlando di circa mezz'ora).
Con una così scarsa visibilità l'unica vera e concreta
soluzione da attuarsi per poter abbattere le anatre
è quella del tiro a fermo chiamato dalle mie parti
"tiro di polso o polsacina".
Va contro il buon senso il pensare di voler colpire
una o più anatre al volo in condizioni di visibilità
così scarse. Ecco perchè il tiro a fermo viene
considerato da noi cacciatori di palude l'unico
metodo tradizionale per abbattere le anatre nell'alba.
(E lo era anche nella caccia notturna).
Quando le anatre sono posate e si intravedono a
malapena sarebbe anacronistico il dover aspettare
che la visibilità aumenti per poter farle involare
in quanto quasi sempre, possono fare eccezione solo
le tuffatrici, appena che le stesse avranno scoperto
la artificiosità del gioco o avranno captato un rumore
inconsulto come potrebbe essere per esempio uno sparo
in lontananza, si involerebbero molto prima dello
schiarirsi della luce.
Bisogna inoltre tener presente che aspettare l'aumento
della visibilità migliore a volte vuol significare
perdere ulteriori tiri rivolti ad altre anatre che
sarebbero potute venire al gioco in tempi successivi
a quelli delle prime.
Per facilitare il puntamento si usano i cosidetti
"mironi"che possono essere costruiti in diversi modi
ma che hanno tutti la funzione di inquadrare il
bersaglio nella linea di mira.
Se si è soli e si dovrà sparare a più di un'anatra,
si dovrà aspettare per istinto una manciata di secondi
al fine di poter verificare se gli uccelli buttati
acceneranno a ragrupparsi. Se ciò avverr allora si
cercherà di mirare nel lato più serrato e alzando subito
un pò la mira spostandoci sul lato opposto si cercherà
di fermare le altre anatre che staranno per dare il colpo
d'ala per alzarsi in volo.
Quasi sempre questo metodo da i suoi frutti in quanto se
il cacciatore in caso contrario dopo il primo colpo
aspetterà qualche secondo prima di sparare, a causa della
"acceccata" provocata dalla prima fucilata nell'acqua,
non riuscirà più ad inquadrare le anatre o meglio quasi
sempre le vedrà già al termine dell'alzata e tirerà loro
il più delle volte fuori tempo vedendole per un attimo
già lontane e mentre spariscono nell'oscurità.
Se si è in due il compito sarà facilitato perch ciascun
cacciatore mirerà e dopo aver fatto la conta sottovoce e
sparerà in maniera simultanea con l'amico dalla propria
parte cioè dalla parte esterna del branco corrispondente
alla propria posizione tenuta nell'appostamento ed
immediatamente indirizzeranno entrambi il secondo colpo
nella parte centrale del gruppo tenedo presente di alzare
nel secondo colpo un poco la mira.
Sono un cacciatore di valle e non mi vergogno ad affermare
che la quasi totalità delle anatre alle quali sparo
nell'alba le catturo in seguito ad un tiro a fermo e
ritengo e sostengo che tradizionalmente sia giusto che
debba essere così.
Non vi nascondo la fortissima emozione che provo quando da
solo con il battello mi avvicino a recuperare 3 o 4 anatre
per non dirvi quelle poche volte che mi è capitato di
raccoglierne 5 o 6.
Il tiro a fermo non deve essere considerato un tiro
vigliacco che evita la sportività, ma deve essere considerato
come unico atto possibile e lecito che conclude l'azione
di caccia nell'oscurità di un alba.
Ma scusatemi un vero cacciatore che intravede per un
paio di secondi un'ombra che scompare nell'oscurità o
che sente solo il battito delle ali nell'aria come può
pensare di sparare al volo? Chi lo fa, lasciatemelo dire,
solamente uno sparatore.
E' senz'altro per questo motivo che detesto la pratica
della caccia all'aspetto serale o posta nei luoghi di
mangiatura in quanto non è un metodo che appaga il vero
cacciatore il quale vuole prima di tutto attirare l'anatra
nel proprio gioco, ma è un metodo che mette in risalto solo
la abilità di aver centrato un bersaglio quasi invisibile
nell'oscurità. Non parliamo poi della esistenza di una
necessaria mancanza di rispetto degli orari imposti dalla
legge e ancor peggio degli spari che generano con la loro
fiammata l'azione di rendere bruciata la zona di caccia
in poco tempo.
Un cacciatore di valle che si rispetti effettua il tiro
a volo solo in condizioni di buona visibilità e in questo
caso non si tratterà di assistere ad una metamorfosi da
cacciatore a sparatore , ma si tratterà di mettere in atto
l'unico metodo possibile e utile per abbattere il palmipede
che sorvoli il gioco, in quanto a giorno fatto quasi sempre
non tornerà una seconda volta al gioco.
Il tiro alle anatre deve essere il completamento necessario
per abbattere l'anatra che ha creduto al gioco o che ha
fatto accenno di credere al gioco. Rimane sottinteso che
il tiro a volo dovr sempre essere effettuato ad anatre
che sorvoleranno il gioco a tiro utile e mai e poi mai
oltre i 35-40 metri. I nostri vecchi maestri cacciatori
di valle ci hanno inculcato nella testa che è da "cani
e somari" sbagliare un'anatra a tiro, ma è da assassini
"sgalonarla" (ferirla non mortalmente) fuori tiro per
lasciarla morire chissa dove.
Un saluto a tutti
Aldo Berardi
|
Messaggio Precedente
|
Ritorno alle opinioni su: Il tiro a fermo nella caccia agli acquatici
|
|
Torna all'elenco delle idee, opinioni e proposte
|