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La caccia all'estero di Stefano De Vita
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Che dire di più di quello che ha detto Paolo, posso solo aggiungere che
la bellezza di una uscita all'estero e riscoprire come era l'ambiente tanti
anni fà, riscoprire la ruralità, la semplicità del vivere quotidiano e dove
non essere visti come "bestie rare e pericolose".
E' chiaro che quando si entra in casa di altri bisogna farlo in punta di
piedi e nel pieno rispetto delle cose altrui, purtroppo l'estero per molti,
per troppi e poi troppi è qualcosa da predare il più possibile, carnieri
inimagginabili ed inutili, ma la colpa è anche di alcune agenzie che
divulgano questo concetto mercificando la caccia, gli animali e la natura
come un qualsiasi bene di consumo. Allora assistiamo anche a vendite
promozionali, cioè viaggi venatori in periodi di riproduzione, per non
parlare poi il prelievo ad alcune specie considerate in pericolo o in via
di estinzione, oppure alcuni partono apposta per certi lidi venatori per
abbattere specie rare da poter imbalsamare e commercializzare.
L'estero per me è solo un modo per poter rivivere la natura e la caccia dei
nostri avi, ritrovare i grandi voli di oche, anatre e trampolieri, le paludi
e le maremme sconfinate ma perdute per sempre. Maremme di cento anni fà.
Ciao
Stefano
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